Ortobiologia

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L’Ortobiologia: La Medicina Rigenerativa per l’Apparato Muscolo-Scheletrico

L’Ortobiologia rappresenta una frontiera affascinante della medicina ortopedica, con un crescente interesse da parte della comunità scientifica. Si basa sull’utilizzo di sostanze biologiche per stimolare la guarigione e la rigenerazione dei tessuti muscolo-scheletrici. Il suo obiettivo principale è stimolare e potenziare le capacità intrinseche del corpo umano di riparare e rigenerare i tessuti danneggiati dell’apparato muscolo-scheletrico, anziché ricorrere primariamente alla loro “guarigione” chirurgica. Questo approccio rappresenta un cambio di paradigma verso una medicina più conservativa, personalizzata e attenta alla longevità funzionale del paziente.

 

Principi Fondamentali

Il cuore dell’ Ortobiologia risiede nell’utilizzo di prodotti biologici derivati dal paziente stesso (autologhi) per favorire i processi naturali di guarigione. L’idea è di sfruttare le capacità rigenerative del nostro organismo, spesso silenti o insufficienti in caso di danno significativo, per:

  • Riparare: Ricostruire il tessuto danneggiato.
  • Ridurre l’infiammazione: Modulare la risposta infiammatoria per creare un ambiente più favorevole alla guarigione.
  • Preservare l’integrità articolare: Rallentare la progressione di malattie degenerative come l’artrosi.

 

Strumenti e Terapie Principali

L’Ortobiologia si avvale di diverse tecniche e sostanze, spesso somministrate tramite infiltrazioni mini-invasive, sempre eco-guidate per massimizzare la precisione e la sicurezza:

  1. PRP (Plasma Ricco di Piastrine):

    • Cosa sono: Un concentrato di piastrine ottenuto dal sangue del paziente tramite centrifugazione. Le piastrine rilasciano numerosi fattori di crescita che stimolano la riparazione dei tessuti.
    • Applicazioni: Ampiamente utilizzato per condropatie e artrosi di grado iniziale-moderato (ginocchio, anca, spalla, polso, caviglia), tendinopatie infiammatorie e degenerative (es. tendiniti, lesioni parziali), e lesioni muscolari. Molti lavori scientifici dimostrano una significativa riduzione del dolore ed un miglioramento della funzionalità.
    • Vantaggi: Autologo (nessun rischio di reazioni allergiche o rigetto), sicuro, mini-invasivo.

La procedura consiste nel prelievo ematico del paziente, nella processazione del sangue con un apposito kit e strumentario specifico dedicato e nell’infiltrazione, per via eco-guidata, nella sede della patologia da trattare. Un ciclo terapeutico, di norma, consiste in tre infiltrazioni, sebbene i protocolli siano adattati di volta in volta al paziente e quindi al singolo caso clinico da affrontare.

 

  1. Cellule Mesenchimali (Staminali Adulte):

Cosa sono: Cellule staminali adulte multipotenti, in grado di differenziarsi in diversi tipi di tessuti (cartilagine, osso, muscolo, tendine). Possono essere prelevate dal tessuto adiposo (il più comune e meno invasivo) o dal paziente. Possiedono proprietà immunomodulatorie e anti-infiammatorie. Esistono evidenze che il loro effetto terapeutico derivi in gran parte dalla secrezione di fattori bioattivi che stimolano i meccanismi di guarigione endogeni, riducono l’infiammazione e promuovono la rigenerazione.

Applicazioni: Artrosi da lieve a moderata a vari stadi, lesioni tendinee e muscolari complesse, lesioni cartilaginee, non-union ossee.

La procedura viene eseguita in sala operatoria.  Il prelievo delle cellule viene a livello addominale tramite una mini-liposuzione, eseguita previa anestesia locale, che permette di raccogliere una quantità di tessuto adiposo che viene successivamente filtrato e processato con un apposito strumentario. Il materiale ottenuto viene immediatamente iniettato nell’articolazione attraverso una semplice infiltrazione. L’accesso addominale viene medicato con una medicazione compressiva che viene mantenuta per circa 24 ore per limitare il più possibile la formazione di ematomi mentre si useranno semplici cerotti per la zona di infiltrazione articolare. Consigliamo un periodo di riposo assoluto di 7 giorni per evitare infiammazioni acute articolari e permettere alle cellule staminali di attecchire e di sviluppare al meglio il loro potere rigenerativo.

Cosa manca: Come tutti i protocolli innovativi sono necessari ulteriori studi per la valutazione di protocolli ottimali. Nonostante i risultati promettenti, la letteratura attuale presenta limitazioni. La ricerca si sta concentrando anche sull’impiego di altre terapie come gli esosomi derivati dalle ADSC.

 

Vantaggi e Scopo dell’Ortobiologia

  • Mini-invasività: Molte procedure sono ambulatoriali e non richiedono un intervento chirurgico maggiore, riducendo i tempi di recupero e i rischi associati.
  • Conservazione Tessutale: L’obiettivo primario è preservare e riparare i tessuti originali del paziente, evitando o ritardando interventi più demolitivi come le protesi.
  • Personalizzazione: Le terapie vengono “cucite su misura” per il singolo paziente, utilizzando le sue stesse risorse biologiche.
  • Meno Complicanze: Rispetto agli interventi chirurgici maggiori, le terapie ortobiologiche presentano un profilo di rischio generalmente inferiore (es. rischio quasi nullo di infezioni periprotesiche).
  • Approccio Olistico: Si inserisce in una visione più ampia della salute muscolo-scheletrica che include prevenzione, riabilitazione e un benessere integrato.

 

Limiti e Considerazioni Professionali

È importante sottolineare che l’Ortobiologia non si propone di sostituire completamente la chirurgia, ma piuttosto di offrire valide alternative o terapie complementari, soprattutto nelle fasi iniziali o intermedie delle patologie degenerative o in caso di lesioni meno gravi. La sua efficacia può variare a seconda del grado di danno tissutale e della patologia specifica.

La scelta dell’approccio terapeutico più adatto deve essere il risultato di una valutazione clinica approfondita da parte di un medico specialista in Ortobiologia, che consideri la condizione del paziente, il suo stile di vita e le sue aspettative. La ricerca in questo campo è in continua evoluzione, con studi che continuano a esplorare nuove applicazioni e a perfezionare le tecniche esistenti.

In sintesi, l’Ortobiologia rappresenta un passo significativo verso una medicina ortopedica più biologica, meno invasiva e più orientata alla rigenerazione, offrendo nuove speranze per la conservazione della funzione e il mantenimento della qualità della vita.